Manfredi

NELLA CARNE DI UN NOME 2008

Immagini e Regia di Luigi M. Faccini. Montaggio: Michela Carmazzi.
Musiche:
Oliviero Lacagnina.

Prodotto da Marina Piperno per Ippogrifo Liguria.
Durata
:10’ - DVD.

Mauro Manfredi era un artista ironico e brillante, sensibile alla metaforicità dei segni e dei linguaggi. A ottobre del 2005, in sua memoria e presso il centro culturale “Il Gabbiano” della Spezia, quindici amici, a loro volta artisti, gli dedicarono altrettante opere, assumendo ognuno lettere e vocali del suo nome e cognome quali pretesti creativi. Ne scaturì una mostra giocosa e armonica, dal titolo “le parole tra noi leggere” riecheggiante l’omonimo libro di Lalla Romano. All’omaggio presero parte i seguenti artisti: M – Franco Costalonga; A – Roberto Sgarbossa; U – Luigi Viola; R Anna Mora-Lin; O – Sara Campesan; installazione sonora – Nicola Costernino; M – Guglielmo Costanzo; A – Luciano Rizzardi; N – Riziero Giunti; F – Renato De Santi; R – Alfio Fiorentino; E – Mirella Bentivoglio; D – Alfonso Lentini; I – Maria Pia Fanna Roncoroni; . – Chiara Diamantini.
Chiesi e ottenni un pomeriggio di esclusiva, chiudendomi nella galleria e filmando il mio “viaggio” dentro le opere che costituivano l’omaggio affettivo all’intelligenza di Mauro Manfredi. Quasi tre anni dopo ho affrontato il montaggio, in occasione della retrospettiva che il CAMeC gli dedica (inaugurazione: 19 luglio 2008). Qual è il risultato della mia esplorazione? L’alterazione della superficie fisica delle opere e una penetrazione che ne amplia le capacità di significazione ristrette nei margini del formato e/o delle cornici; il raggiungimento di una sorta di “infinità” che solo l’occhio della telecamera mi ha consentito, quindi il superamento della pura “riproduzione” del quadro. Il titolo, Nella carne di un nome, nasce da questo assetto e da questo risultato. Dire che mi sono divertito è poco. Una grande collaborazione è stata quella di Oliviero Lacagnina, che, da compositore, ha operato un suo personale omaggio al più generale omaggio reso a Mauro Manfredi, anch’egli partendo dalle lettere e vocali di quel nome, e, seguendo lo schema anglosassone che accoppia una nota ai segni alfabetici (un La per la A, un Si per la B, un Do per la C e così via fino a un Sol per la G, per ricominciare dalla H…).
Il film dura 10’ e si è avvalso del montaggio di una giovane regista viareggina, Michela Carmazzi. Ha prodotto Marina Piperno, con la collaborazione di Fernando Andolcetti. Immagini e regia ovviamente mie…

Manfredi

Pane Nella Carne