Luigi Faccini
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“Autore di contenuti alti, raffinato nelle scelte stilistiche, Luigi Faccini è portatore di un cinema libero, esigente, scomodo. Lottatore dallo sguardo partecipe, scandaloso e poetico, ha mutuato dalla sua gente, i tenacissimi liguri di levante, la necessità del viaggio: come fatica e avventura, come scoperta ed esilio, come congedo e ritorno. Per sviluppare il suo discorso etico ed estetico, unico in Italia, ha utilizzato i più diversi mezzi tecnici e linguistici, dalla pellicola al nastro, dalla pittura alla fotografia, fino alla scrittura letteraria...”

Antonio Medici, critico cinematografico

“Faccini non cerca il successo, né vuole piegarsi alle richieste della produzione corrente. Ma mentre per tutti c’è un momento di assorbimento da parte del sistema, in lui c’è un progressivo bisogno di chiarire, in senso radicale, la diversità della propria idea di cinema. Anzi, sono proprio le sue prime opere ad intensificare la sua meditazione e gli indicano le strade da percorrere: quelle della ricerca antropologica e quelle di un cinema di finzione più legato al vissuto individuale, al bisogno di possedere una realtà interiore sfuggente...”

Giampiero Brunetta, storico del cinema


Luigi Faccini nasce a Lerici. Condotto a Roma, bambino, si forma in questa città, laureandosi in economia e commercio. Si accosta al cinema come critico e scrive per Filmcritica e Nuovi Argomenti. Fonda Cinema&Film, con Aprà, Ponzi, Anchisi, Albano, Martelli, Rispoli e Roncoroni, rivista che, nel 1966, introduce in Italia la semiologia e lo strutturalismo applicati allo studio del film. Pubblicata da Garzanti, aveva quali interlocutori prediletti Pier Paolo Pasolini e Roland Barthes, ma anche Christian Metz e i formalisti russi. Tra i molti influssi: i Cahiers du cinema e Positif, Hollywood e l’underground americano.
Dopo una rapida gavetta televisiva, esordisce nella fiction con Il libro bianco (1969), sul “caso Siniawkij-Daniel”, un mediometraggio che ha Giulio Brogi quale protagonista. Il suo primo lungometraggio è Niente meno di più (1970), per gli “Sperimentali” della Rai.
Dopo una parentesi nel giornalismo d’assalto (TV-7 e A-Z, un fatto come e perché), è, per due anni, video-ricercatore nell’ospedale psichiatrico di Arezzo, diretto dal basagliano Agostino Pirella (1972-74). Questa esperienza “di ascolto e investigazione”, risulterà profondamente formativa, “madre”, dodici anni dopo, di Inganni, il film ispirato alla vita manicomiale del poeta Dino Campana. Nel 1973 fonda la Filmcoop, una cooperativa di lavoro il cui scopo è garantire la libertà creativa dei suoi soci, tra i quali figurano Gianfranco Albano e, inizialmente, Peter Del Monte e Stefano Roncoroni.
Nell’ambito della Lega partecipa alla costituzione del Consorzio Nazionale Cooperative Cinematografiche, del quale diventa il primo Presidente.
Nell’estate del 1975, a Siracusa, gira Garofano rosso, da Il garofano rosso di Elio Vittorini, film d’esordio di Miguel Bosè e primo film italiano ad avvalersi di una colonna sonora rock, ad opera del Banco del Mutuo Soccorso.
Durante le riprese di Una scelta di vita, nel 1977, accompagnando Giorgio Amendola nel rione Stella, a Napoli, e successivamente a Capri, potrebbe incontrare Marina Piperno, come lui invitata ad Ischia per il premio Rizzoli. È il 2 maggio. Ma nessuno li presenta, nonostante una collaborazione tra REIAC Film e Filmcoop fosse già da tempo concordata. Quella sera a vincere è Un cuore semplice di Giorgio Ferrara, tratto da Flaubert e sceneggiato da Cesare Zavattini. A produrlo era stata la Filmcoop. Un mese più tardi, negli uffici della REIAC Film, prende l’abbrivio il sodalizio affettivo e professionale con Marina Piperno.
Del 1978 è Un autore una città, un “viaggio in Italia” in compagnia di Moravia, Testori, Bernari, Volponi, Bassani e Bevilacqua. Ognuno nella propria città: Roma, Milano, Napoli, Urbino, Ferrara e Parma.
Nell’estate del 1979, dopo una lunga gestazione burocratica e finanziaria, gira, per Rai 2, il film Nella città perduta di Sarzana, sui “fatti del 21 luglio 1921”. Nel corso del 1980 dirige La nuvola in pantaloni, un programma sui ‘formalisti russi’ a cura di Alberto Asor Rosa e segue un tour del Banco del Mutuo Soccorso, registrandoli “dal vivo”.
Lo special Banco viene acquistato e trasmesso da Rai 3. Proseguiva intanto, basata su storie ‘vere’, la serie tv Storie allo specchio, durata tre anni, dal 1978 al 1980.Come su persone reali sono imperniati i mediometraggi realizzati tra il 1982 e il 1984: Sassalbo provincia di Sidney, L’Amiata è anche un fiume e Immaginando cinema, che nel 1988, ad Avellino, gli valgono il Premio Giampaolo Bernagozzi per il cinema antropologico e di ricerca. Intanto, nel dicembre del 1982, con Marina Piperno fonda la MP srl, che da quel momento produrrà tutti i suoi film. Del 1989-90 sono: Villa Glori, viaggio nelle risposte possibili all’AIDS e Casal del Marmo, l’intelligenza reclusa.
Inganni, ispirato alle vicende del poeta Dino Campana, è del 1985. Con questo film si compie, dodici anni dopo, l’esperienza di video-ricercatore presso l’Ospedale psichiatrico di Arezzo.

Fra il 1985 e il 1986 gira C’era una volta gente appassionata, “un viaggio nella Resistenza toscana”, programma commissionato dalla sede regionale Toscana della Rai, che “salva” le testimonianze degli ultimi protagonisti e ricostruisce il tempo che sfociò nella Costituzione repubblicana. Dalla fine del 1986, a tutto il 1987, dirige, a Sarzana, per la regione Liguria, un laboratorio antropologico-teatrale che, a partire dall’analisi dei racconti di Cechov, sfocia in uno spettacolo, con musica ‘live’, intitolato Prova di voce. In scena vanno una trentina di allievi.
Donna d’ombra, primo film italiano ambientato nel mondo della "modern dance", che si avvale delle coreografie di Elsa Di Laudadio Piperno, “lancia” l’attrice teatrale Anna Bonaiuto.
Nel 1990, dopo l’esperienza nel carcere minorile di Roma, organizza un laboratorio cinematografico in un ‘centro sociale’ di Tor Bellamonaca, un quartiere di recentissima costruzione che aveva raccolto tutte le marginalità romane, oltre il Grande Raccordo Anulare. Con i ragazzi che lo frequentano prepara e gira Notte di stelle, film dedicato “ai ragazzi delle periferie invisibili”.
Tra il 1993 e il 1996 si ritira in Alta Maremma, sul versante grossettano dell’Amiata, dove scrive il romanzo La baia della torre che vola (TraccEdizioni): saga di una famiglia marinara del levante ligure, tra istanze egualitarie e miti resistenziali, ricerca di radici e ricognizione sulla Storia e sulle ideologie.
Nel 1997 gira il lungometraggio documentario Canto per il sangue dimenticato, sulla strage degli 83 minatori della Niccioleta (Grosseto), compiuta da fascisti agli ordini dei tedeschi in ritirata tra il 13 e il 14 giugno del 1944. Tra la fine del 1997 e l’inizio del 1998 gira Giamaica, incursione nell’immaginario separato dei giovani delle periferie, dentro una città notturna, graffita e violenta, che potrebbe essere Sao Paulo, Los Angeles o, chissà, Roma. I protagonisti sono, in gran parte, gli stessi di Notte di stelle, ai quali lo legava la promessa di ricordare per sempre Auro B., un loro amico ucciso e bruciato da assassini rimasti sconosciuti.
Nel 1999 il Museo del Cinema di Torino e la Casa della Cultura di Milano gli dedicano, a breve distanza l’una dall’altra, una retrospettiva. Tesi di laurea vengono assegnate dalle università di Bologna, Pisa, Roma, Firenze.
Del 2000 è la grande retrospettiva del Tagliacozzo Film Festival, che mostra sedici dei suoi titoli, tra fiction, ricerca ed ibridi. In quell’occasione presenta il suo secondo libro, un romanzo in forma di racconti, Il castello dei due mari (Ed. Mesogea). In quello stesso anno, per ragioni famigliari, fa il suo rientro a Lerici. È l’occasione per fondare Ippogrifo Liguria, un’associazione culturale di cui è Presidente Marina Piperno, le cui finalità sono la ricerca antropologica e storica, la raccolta di testimonianze orali sia del mondo contadino che di quello operaio, e l’organizzazione di eventi culturali, tra i quali GENTE DI STRADA, un riconoscimento a chi si batte contro l’esclusione, di cui è il Direttore etico-artistico. Nel territorio in cui è nato intensifica la propria attività letteraria, senza dimenticare le immagini. Gira Sguardi, un “corto” dedicato ad Emilio Bertonati, artista, gallerista e collezionista, morto suicida, che aveva riscattato dall’oblio la pittura della Nuova Oggettività tedesca. Fotografa le tombe massoniche, laiche e religiose dei cimiteri di Lerici, Sarzana, Pontremoli, e, nel 2001 pubblica C’era una volta un angelo di nome Willy (De Ferrari editore), un exursus fotografico, storico e letterario, che salva il cimitero ottocentesco di Lerici dalla destinazione a parcheggio multipiano. In concomitanza con la pubblicazione del libro e la mostra delle fotografie che si tiene nel castello S. Giorgio, in Lerici, il FAI inserisce il “cimitero vecchio” nell’itinerario delle sue scoperte.
Del 2002 è la pubblicazione di Un poliziotto perbene (I libri dell’Ippogrifo), romanzo storico che pone al centro del suo racconto l’Ispettore Generale di P.S. Vincenzo Trani, Questore di Roma, inviato dal governo a pacificare la Lunigiana dopo i “fatti del 21 luglio 1921”. Un’inchiesta esemplare che diventa un giallo politico. Il volume viene presentato nell’ambito di un convegno di studi che riunisce storici del calibro di Nicola Tranfaglia, Emilio Gentile, Paolo Pezzino, Gianfranco Petrillo, Eros Francescangeli ed altri. Nel 2003 viene presentato il libro degli “atti”. Porta il titolo del convegno: La Storia come identità.
Del 2004 è il romanzo storico L’uomo che nacque morendo (I libri dell’Ippogrifo), ispirato alla vicenda di Rudolf Jacobs, il Capitano della Marina Militare tedesca che passò alla Resistenza lunigiana nel settembre del 1944, ma anche ai partigiani disarmati che con la loro attività, capillare, segreta, consentirono ai partigiani armati di sopravvivere e contribuire alla liberazione del nostro paese. Il libro è dedicato “ai piccoli maestri dell’Europa a venire”. L’affabulazione Disubbidire a Hitler, con le musiche di Livio Bernardini, Egildo Simeone e Alessio Ambrosi, accompagna le presentazioni del libro.
Trafficanti di sogni è un libro che condensa un acceso dibattito sulla solidarietà svoltosi nel maggio del 2003, durante la prima edizione di Gente di strada, quando don Andrea Gallo, coordinatore della Comunità di San Benedetto, ricevette la Targa d’Argento destinata al vincitore. In quella occasione era stato proiettato in pubblico Andrea, dicci chi sei, il “ritratto video” che Faccini gli aveva riservato. Questo film, della durata di un’ora, girato in DVCam, ed ora disponibile in DVD, ha aperto il Missing Film Festival di Genova 2004, costringendo gli organizzatori ad effettuare due proiezioni consecutive per soddisfare l’affluenza di pubblico.
Le mani raccontano è il ritratto video delle donne lavoratrici che vissero la loro gioventù fra guerra, Resistenza, Liberazione e la Costituente Repubblicana.
Nel 2006 esce con il quotidiano l’Unità e in 30.000 copie la seconda edizione de L’uomo che nacque morendo. Dello stesso anno è Le mani raccontano, viaggio nella fatica delle donne, un docufilm sulle donne del levante ligure che hanno fatto lavori usuranti nelle fabbriche. Nel 2007 esce per i libri dell’Ippogrifo il volume che contiene la versione integrale delle testimonianze, comprese quelle escluse dal montaggio. Nel 2008 si conclude il montaggio e l’edizione de Il pane della memoria sulla comunità ebraica di Pitigliano, narrata dall’unica superstite che, coraggiosamente, ha ridato vita alla sinagoga, al museo collegato e al cimitero. Storia di una donna amata e di un assassino gentile un excursus nel “secolo breve” che copre un anno e mezzo di riprese e sei mesi di montaggio, dal 2008 al 2009, per un film diviso in 7 capitoli e della durata complessiva di 218’. Nella carne di un nome e Burri sono del 2008, due ritratti di artisti, il concettuale Mauro Manfredi e il materico Burri nel Palazzo Albizzini di Città di Castello, sua città natale. Nel 2010 il Museo del Cinema di Torino dedica a Marina Piperno & Luigi M. Faccini una lunga retrospettiva dal titolo L’amata & l’assassino, accompagnata dal libro L’amata & l’assassino, malizia e innocenza del cinema. Del 2010 è il doc Libri di pietra libri d’acqua sulla storia dimenticata di Lerici. Del 2011 è Rudolf Jacobs, l’uomo che nacque morendo, docufilm ispirato al romanzo omonimo. Sempre del 2011 è il secondo ritratto di don Andrea Gallo Fiore pungente. Nel 2012 nascono Morando’s music e Parole in gioco, il primo ritratto di Morando Morandini, il secondo di Lorenzo Enriques, fisico ed editore per Zanichelli. Nel 2013 escono dalla dimenticanza i materiali del backstage di Giamaica, il film montato si chiama Via Lumiére angolo Méliès, quando un film non è ancora tale ma soltanto fatica e gioco, amore e musica. Da un concerto, registrato e mai montato, al cinema Arsenale di Pisa dei musicisti Livio Bernardini, Antonio Lombardi, Egildo Simeone, nasce il “live” Nel fiume della musica. Del 2013 è il doc lungometraggio Giovanni Enriques, che seppe immaginare il futuro, storia di un manager illuminato che si legò di amicizia con i fratelli Rosselli, con i ragazzi di via Panisperna, dirigendo la Olivetti e salvandone gli impianti durante la guerra, in seguito rilanciando la casa editrice Zanichelli, di cui era proprietario, intuendo, quale consulente dell’IMI, che il sud del nostro paese e le isole dovessero venire destinati al turismo piuttosto che all’industrializzazione, come purtroppo avvenne. Dal 25 al 28 marzo 2014 la Cineteca Nazionale ha dedicato una corposa retrospettiva a Marina Piperno & Luigi M. Faccini presso il cinema Trevi di Roma dal titolo Un film lungo 50 anni accompagnato da un libro dal medesimo titolo. Nel 2014 esce Ama, e fa ciò che vuoi scritto per l’editore Guanda, un focus vivido e documentato sull’umanità e la missione evangelica di don Andrea Gallo. Nell’estate del 2014, dopo due anni di lavorazione, esce dal montaggio C’è oro in Toscana, mentre proseguono le riprese del family movie dedicato ai parenti stretti e agli antenati di Marina Piperno. Titolo provvisorio: Nessuno è un’isola. In preparazione un intervento sulle manomissioni ambientali del territorio amiatino causate dalle perforazioni geotermiche consentite dalla regione Toscana.
 

filmografia

1968
La rocca di Gibilterra (15’, “Almanacco”, Rai-tv)
Mussolini (15’, “Almanacco”, Rai-tv)
Il processo alla tappa (15’, “Teleset”, Rai-tv)
Tempo d’esami (9’, “Teleset”, Rai-tv)

1969
IL LIBRO BIANCO: caso Siniawskij-Daniel (31’, “Sincro”, Rai-tv)
Gli ultimi giorni di Mussolini (45’, “Sincro”, Rai-tv)
La puttananna (sceneggiatura per un film ispirato a La Nanna, commedia di Pietro Aretino)
Poeta bambino (8’, “Zoom”, Rai-tv)
Autunno sindacale (30’x 2 p. “Dip. Scuola Educ.”, Rai-tv)
Impariamo ad imparare (30’x 4 p. “Dip. Sc. Ed.”, Rai-tv)

1970
I sofisti (30’, “Dip. Scuola Educ. “, Rai-tv)
Elio Vittorini (30’, “Dip. Scuola Educ. “, Rai-tv)
Cesare Pavese (30’, “Dip. Scuola Educ. “, Rai-tv)
Corrado Alvaro (30’, “Dip. Scuola Educ. “, Rai-tv)
Franco Fortini (30’, “Dip. Scuola Educ. “, Rai-tv)
Niente meno di più (Prod. San Diego cin. per ‘Sperimentali’, Rai)

1971
Jumbo 747 (45’- numero 0 per rubrica Rai “A- Z”: mai andato in onda)
TV-7: tre “servizi giornalistici”

1972
Tommy Littlebell (sceneggiatura per un western politico: mai realizzata)
Riforma sanitaria (30’x 3 p. “Dip. Sc. Educ.”, Rai-tv)

1973
Scuola e famiglia (30’x 2 p. “Dip. Sc. Educ.”, Rai-tv)
La comunità terapeutica di Arezzo (sceneggiatura per gli ‘Sperimentali’ Rai-tv)
Romasauro (10’, documentario, Corona Cin.)
Pescara Jazz (50’, documentario, Corona Cin.)
Del Greco, pittore (12’ - documentario, Corona Cin.)
Carnemolla, pittore (11’, documentario, Corona Cin.)

1974
Giotto: Firenze e Assisi (30’, “Sapere”, Rai-tv)
Cosmè Tura (30’, “Sapere”, Rai-tv)
Ferrara: l’urbanistica rinascimentale (30’ - “Sapere”, Rai-tv)
Vasco Pratolini (30’x 3 p. “Dip. Scuola Educ.”, Rai-tv)
Taranto (30’x 2 p. “Sapere”, Rai-tv)
Matera (30’x 2 p. “Sapere”, Rai-tv)
Cassino (30’x 2 p. “Sapere”, Rai-tv)

1975
Il mondo sindacale (60’ - “Turno C”, Rai-tv: mai andata in onda)
Garofano Rosso (prod.: Filmcoop; distr.: Italnoleggio Cin.)

1976
Notte mediterranea (sceneggiatura)

1977
Giorgio Amendola: Una scelta di vita (55’, “Autobiografie”, Rai-tv)
Il comportamento dei bambini (30’x 6 p. “Dip. Sc. Educ.”, Rai-tv)

1978
Un autore, una città: Moravia e Roma, Volponi e Urbino, Bernari e Napoli, Testori e Milano, Bassani e Ferrara, Bevilacqua e Parma (30’x 6 p. “Dip. Sc. Educ.”, Rai-tv)
Storie allo specchio (30’x 6 p. Raiuno: fino al 1980)

1979
Nella città perduta di Sarzana (prod.: Raidue)

1980
La nuvola in pantaloni (58’, “Secolo XX”, Rai-tv)
La Repubblica (59’, “I giornali italiani”, Rai-tv)
Corriere della Sera (58’, “I giornali italiani”, Rai-tv)
Banco, dal vivo (68’, Marina Piperno per la REIAC Film)

1981
Le donne nelle professioni (30’x 4 p. - “Dip. Sc. Ed.”, Rai-tv)
Sassalbo provincia di Sidney (62’ - Rai 3, sede reg. Liguria)

1982
Prova di voce (30’x 6 p. Rai 3, sede reg. Lazio)

1983
L’Amiata è anche un fiume (60’ - Rai 3, sede reg. Toscana)

1984
Immaginando cinema (60’ - Rai 3, “Scarpe da Tennis”)
Poveri a Roma (30’x 4 p. Rai 3, sede reg. Lazio)
Sabato ventiquattro maggio (film collettivo contro disdetta scala mobile)
Addio a Berlinguer (film collettivo in morte di Berlinguer)

1985
Inganni (prod.: MP srl. di Marina Piperno; distr.: Off-Limits)
Fontana di Perugina - Duomo di Orvieto - Burri a Città di Castello (30’x 3 p. “Archivio dell’arte”, Rai 3, sede reg. Umbria)

1986
Jlia Prigogine (58’, “Cultura europea”, Rai 3)
C’era una volta gente appassionata: viaggio nella Resistenza toscana (30’x 4 p. Rai 3, sede reg. Toscana)

1987
Un teatro una città: laboratorio antropologico-teatrale. Comune di Sarzana e Regione Liguria.

1988
Donna d'ombra (prod.: MP srl.; distr.: REIAC Film)

1989
Villa Glori, viaggio nelle risposte possibili all'AIDS (60’ - Rai 3, sede reg. Lazio)

1990
Ladro di Voci (Casal del Marmo) (60’ - finanziato dal Cons. di Amm. Rai: inedito)

1991
Notte di stelle (prod.: MP srl; distr.: MIKADO)

1997
Canto per il sangue dimenticato (80’ - prod.: REIAC Film) documentario

1998
Giamaica (prod.: REIAC Film; distr.: MIKADO) DVD

2000
Sguardi (16’, Prod.: Marina Piperno) DVD

2003
Andrea, dicci chi sei (62’, Prod.: Marina Piperno) DVD

2006-2007
Le mani raccontano (60’, Prod.: Marina Piperno) DVD+libro

2007-2008
Il pane della memoria (62', Prod.: Marina Piperno) DVD

2008
Nella carne di un nome. (12’. Prod. Marina Piperno.)
Burri. (20’, Prod. Marina Piperno. Dvd) DVD

2008-2009
Storia di una donna amata e di un assassino gentile (218’. Prod. Bubul&Co. Per Ippogrifo Liguria ass. cult. Colore) DVD

2010
Libri di pietra libri d’acqua (31”. Prod. Marina Piperno) DVD

2011
Rudolf Jacobs, l’uomo che nacque morendo (97’. Prod. Ippogrifo Liguria.) DVD
Fiore pungente. (58’. Prod. Ippogrifo Liguria) DVD

2012
Morando’s music (44’. Prod. Marina Piperno) DVD
Parole in gioco. (58’. Prod. Marina Piperno) DVD

2013
Via Lumiére angolo Méliès, quando un film non è ancora tale ma soltanto fatica e gioco, amore e musica (51’. Prod. Marina Piperno) DVD
Nel fiume della musica (50’. Prod. Marina Piperno) DVD
Giovanni Enriques, che seppe immaginare il futuro (103’. Prod. Zanichelli) DVD

2014
C’è oro in Toscana (180’. Prod. Ippogrifo Liguria) DVD

ha pubblicato i seguenti libri:

La baia della torre che vola (TracceEdizioni) 1997
Uno scorridore ligure di Levante (L’Atelier- Firenze) 1999
Il castello dei due mari (Mesogea) 2000
C’era una volta un angelo di nome Willy (De Ferrari) 2001
Un poliziotto perbene (I libri dell’Ippogrifo) 2002
La storia come identità (I libri dell’Ippogrifo) 2003
Trafficanti di sogni (I libri dell’Ippogrifo) 2004
Cinema come un’infanzia (i libri dell’ippogrifo) 2005
L’uomo che nacque morendo (I libri dell’Ippogrifo) 2006
Le mani raccontano (I libri dell’Ippogrifo) 2007
L’amata & l’assassino, malizia e innocenza del cinema (i libri dell’ippogrifo) 2010
Un film lungo 50 anni (i libri dell’ippogrifo) 2014
Ama, e fa ciò che vuoi (Guanda) 2014

Su Luigi Faccini critico, regista e scrittore,
sono state scritte le seguenti tesi di laurea:

Lucio Dell’Accio
Semiologia del film, cinema classico e nuovo cinema nella rivista Cinema&Film
DAMS di Bologna - Facoltà di Lettere e Filosofia -
Relatore: Prof. Orio Caldiron - Anno accademico 1981-82

Claudio Cappelletti
Luigi Faccini, dalla critica al film:
esempio di percorsi e strategie produttive nel cinema italiano d’autore

DAMS di Bologna - Facoltà di Lettere e Filosofia -
Relatore: Prof. Giampaolo Bernagozzi - Anno accademico 1985-86

Veronica Logli
Luigi Faccini: un cinema etico in bilico tra ricerca e invenzione
Università degli studi di Pisa - Facoltà di Lettere e Filosofia - Relatore: Prof. Lorenzo Cuccu - Anno accademico 1998-99

Roberto Marotta
Luigi Faccini: Cinema ed etica
Università degli studi di Roma, La Sapienza - Facoltà di Lettere e Filosofia - Rel.: Prof. Giovanni Spagnoletti Anno acc. 1998-99

Matteo Telara
Fermo immagine su Luigi Faccini
Università degli studi di Firenze - Facoltà di Lettere e Filosofia - Relatore: Prof. Sandro Bernardi - Anno accademico: 1999-2000

Simone Caffaz
Renato Ricci gerarca carrarese
Università degli studi di Genova - Facoltà di Scienze Politiche - Relatore: Prof. Danilo Veneruso - Anno accademico 2003-04
(Questa tesi, che tiene conto del film Nella città perduta di Sarzana e del romanzo Un poliziotto perbene, è diventata un libro dal titolo L’uomo che Hitler voleva al posto di Mussolini)

Ivan Batti
Ribellarsi al nazismo: Rudolf Jacobs, l’uomo che nacque morendo
Liceo Costa (La Spezia) 5ª B, Anno scolastico 2004-05.

Elena Del Savio
Inganni: analisi storica e artistica
Università di Pisa - Facoltà di Lettere e Filosofia - Relatore: Prof. Pier Marco Desanti - Anno accademico 2005-06.

Marianna Boni
Nella città perduta di Sarzana: analisi del film
Università di Pisa - Facoltà di Lettere e Filosofia - Relatore: Prof. Pier Marco Desanti - Anno accademico 2005-06.

Gruppo di Lavoro del Prof. Pier Marco Desanti,
docente di Storia del Cinema e di Museologia del Cinema
Un museo per Luigi Faccini e Marina Piperno
Università di Pisa - Facoltà di Lettere e Filosofia - Anno accademico 2006-07.

Valentina Baudino Bessone
Cinema Dentro, esperienze cinematografiche nei luoghi di detenzione
Università degli studi di Torino, Facoltà di Scienze della Formazione, Relatore Franco Prono