AA.VV.

MARINA PIPERNO & LUIGI FACCINI:
CINEMA COME UN’INFANZIA

2006

1a edizione I Libri dell'Ippogrifo
collana Ippogrifo Cinema

 

Entrare nel labirinto del cinema dimenticando a casa il filo di Arianna: questa è la malizia rischiosa che Marina Piperno e Luigi Faccini hanno trasformato nel motore della loro vita. Incontrando il Minotauro sono venuti a patti, accettando la prigionia in cambio di una sottile ma ininterrotta creatività. Ne è valsa la pena? Questo libro intende rispondere al quesito… Leggetelo come un viaggio illuminato dai sogni, leggetelo come un epistolario amoroso rivolto a moltitudini sconosciute, leggetelo come romanzo storico, leggetelo come partita a scacchi che le utopie perdono dopo averla dominata , leggetelo come un intreccio di passioni che, a volte, hanno trovato un approdo salvifico, leggetelo come desiderate, senza perdere di vista i sentimenti con i quali è intessuto. Ci troverete le vittorie e le sconfitte individuali, ci troverete l’Italia, ci troverete l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione, ci troverete la tenacia del lavoro, ci troverete l’amore per “l’altro”, ci troverete una speranza…

Perché la diffidenza ha sempre caratterizzato il rapporto tra il cinema e le classi dirigenti del nostro paese?
Perché il cinema è indocile, curioso, errabondo, fecondante. Il cinema suscita riflessioni e pensiero. Il cinema ha sempre fatto nascere ed allevato uomini liberi. Per questo venne soffocato il movimento neorealista. Per questo venne imbavagliata la commedia all’italiana. La realtà contraddittoria del nostro paese non doveva sprizzare dagli schermi. Come sempre, in Italia, i panni sporchi si devono lavare in casa. Per questo si smise di sostenere il cinema e si privilegiò la televisione. Per l’immediata ed efficace possibilità di controllarne i messaggi, attuando quella che in gergo si chiama ‘censura preventiva’.

 

Distribuito da Ippogrifo Liguria ass. cult.

 

“Dalla sua lettura ricaviamo la sensazione di saperne di più sull'incontro tra un produttore e un regista, ma anche della gente di cinema, siano essi Marcello Gatti, con lo straordinario diario di lavorazione di Inganni, o Luis Bacalov, che esorta Marina e Luigi a non abbandonare la via del cinema. Ma un'ultima rivelazione ci riserva il libro: quella di un “altro cinema”, un cinema possibile proprio perché c'è chi lo ha fatto…”

Steve Della Casa, presentazione alla Sala Sivori di Genova

 

“Il duo dinamite del cinema italiano, cui si devono provocazioni niente male, realizzate in piena indipendenza, come i film poetico-politici su pazzia, marginalità e centri sociali: Inganni, Notte di stelle e Giamaica. Un libro di memorie fertili…”

Roberto Silvestri, il Manifesto

 

“Una coppia vitale e solare, di una originalità culturale inesausta e una pratica artistica indipendente, che chiude il libro con un vero e proprio manifesto programmatico dal titolo Contro il genocidio delle forme espressive nel nostro paese, aprendo la riflessione autobiografica ai problemi della politica culturale in Italia…”

Dario Zonta, l'Unità

 

“Generoso e anomalo, spiazzante e concreto, utopico ma tempestivo, che testimonia la voglia di distinguere, andare oltre, che mostra un impegno quasi militante di fare fronte comune contro i pericoli dei tagli generalizzati alla cultura, le tante pigrizie e dimenticanze, l'impoverimento delle forme espressive nel nostro paese…”

Piero Spila, Gulliver

 

“Denso libro di bordo, frutto di una navigazione a vista, tanto orgogliosa quanto generosa, di due nomi di rilievo del cinema italiano, legati da tre decenni in un sodalizio umano e artistico che ha pochi riscontri.…”

Pietro Pruzzo, FILMdoc Liguria

 

“Vi raccomando di leggere subito due capitoli di questo viaggio nella vita e nella professione di Marina Piperno e Luigi Faccini, quelli dedicati a New York e a Gerusalemme, che confermano le doti di grande cronista di Faccini, al tempo stesso narratore di razza e saggista di valore. Per chi ha interessi storico-politici suggerisco il dibattito tra Renzo De Felice e Paolo Spriano sul film Nella città perduta di Sarzana, di una attualità scottante…”

Morando Morandini, presentazione al Cinema Astra di Parma

 

“Una vita come una sceneggiatura, in viaggio, da Buenos Aires a Mosca, da New York a Parigi, da Edimburgo e Barcellona a Gerusalemme, Haifa, Tel Aviv, sempre attenti alla Storia e alle cose del mondo, con i loro film, i documentari, le inchieste, i libri…”

Daniel Della Seta, Karnenu

 

“Ciò che colpisce è l'intelligenza che lavora dentro la passione, il punto di vista sul mondo e l'urgenza di agire, non per facile successo, ma per un senso alto della morale, attraverso la complessità e la inesauribilità misteriosa dei linguaggi…”

Gianni Quilici, La linea dell'occhio

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Marta Vincenzi
deputato al Parlamento Europeo
candidata dell'Unione per l'elezione a Sindaco di Genova

Grazie Marina, grazie Luigi, per l'emozione che ci avete regalato raccontando la storia bellissima di due vite intrecciate nell'amore e nell'impegno. Grazie per lo sguardo sui nostri anni: preciso e rigoroso, curioso ed entusiasta, forse in questo “fanciullesco”. Il cinema come infanzia. L'infanzia come perenne inizio.
Io non sono certo competente del “mezzo” che avete scelto per guardare e raccontare: il cinema. Posso solo dire, come cittadina impegnata in politica e non solo come amica, che i temi su cui indirizzate la vostra attenzione mi toccano particolarmente: dalla malattia mentale nell'ospedale psichiatrico di Inganni alla disgregazione dell'universo giovanile nelle periferie invisibili di Notte di stelle e Giamaica, ma anche la riscoperta della Resistenza antifascista da troppi dimenticata. Il vostro, un tempo, si sarebbe detto “impegno civile”. E non è apprezzabile che questo impegno scivoli nell'oblio dell'immutabile tempo pre-sente, come accade in questi anni, così indifferenti all'imperativo di fare società, indifferenti all'ascolto solidale e alla simpatia umana. Grazie, dunque, per il vostro impegno civile, antico e testardo, attualissimo, perché risponde ad un'urgenza di cui mi rendo conto ogni giorno di più, dal mio osservatorio di Strasburgo e Bruxelles: il punto da dove declino quotidianamente il mio, di impegno civile. L'impegno per quella grande e generosa costruzione che chiamiamo Europa Unita. Una costruzione che purtroppo sta segnando il passo, dopo le battute d'arresto che tutti conosciamo. Io non so se ha ragione l' Economist quando afferma che l'esito sconfortante dei referendum sulla Costituzione Europea siano dipesi dal fatto che si è marciato “too far, to fast…”, che si è forzato il cammino; o se, invece, dobbiamo convenire con il filosofo Jürgen Habermas, che saremmo stati troppo esitanti nel profilare un'Europa portatrice di giustizia sociale, contrapposta al modello liberistico americano. Da parte mia propendo per quest'ultima tesi, come credo testimonino le battaglie che ho condotto nel Parlamento Europeo contro la svendita dei diritti del lavoro. Una cosa so per certa: la stragrande maggioranza degli uomini e delle donne del nostro continente pensano al soggetto Unione Europea come una “comunità di valori”. Ma una tale comunità, e il grande processo di costruzione identitaria nel quale impegnarsi, non può fare a meno di un suo coerente “immaginario”.
Oggi il cinema, e la tv, di tale immaginario continuano ad essere i primo produttori. Senza sciovinismi ottusi o chiusure difensive, registro che l'egemonia americana, nella produzione di modelli e stili (raccontando storie che inducono visioni del mondo), ha raggiunto e sorpassato il limite di guardia. Preoccupa la colonizzazione via intrattenimento che il nostro paese, ma anche l'intera Europa, subiscono. Che, come voi dite, è diventata “genocidio delle forme espressive” nazionali.
Dunque il cinema, un cinema europeo (ma anche la tv), resta fattore essenziale nel consolidamento di un ethos, e, insieme, di quella che i sociologi chiamano identità progettuale. Il cinema come punta di lancia della nostra “comunità europea di valori”.
Anche il cinema italiano deve partecipare a questa grande avventura formativa, a questo nuovo “impegno civile”. Che ha bisogno di produttori di “sogni etici” e di “regine del low budget”, come sei tu, Marina; e di “scorridori”, di rabdomanti di storie morali, come sei tu, Luigi. Per favore, raccontateci dei “piccoli maestri dell'Europa a venire”, come Rudolf Jacobs, il tedesco che rifiutò di appartenere alla macchina totalitaria del nazismo, scegliendo la Resistenza. Abbiamo bisogno di queste storie per costruire l'Europa, per nutrire eticamente il nostro immaginario. Coraggio. Sono certa che non ci deluderete…

 

Ringraziamenti

Il disegno di copertina è dello scrittore Adamo Calabrese, testimonianza di affetto durevole di cui Marina Piperno e Luigi M. Faccini gli sono profondamente grati.
Le immagini che appaiono nel volume sono opera dei grandi “fotografi di scena” che hanno collaborato con noi: Angelo Frontoni (Garofano rosso); Salvatore Alessi ed Enzo Appetito (Inganni); Umberto Montiroli (Donna d’ombra, Notte di stelle e Giamaica); Aldo Venga (Notte di stelle); Garibaldi Schwarze e Guido Simonetti (La Veritàaaa). Il “film parallelo”, ad immagini fisse, che ognuno di loro ha inventato fotografando le scene in movimento e il set, costituisce esperienza fondamentale per ogni cineasta. Il “fotografo di scena” è, a suo modo, un autore aggiunto del film che si sta girando. Il successo di una compagna pubblicitaria è spesso affidata soltanto alle loro immagini, analoghe a quelle del film, che ne interpretano e rivelano il senso. Mestiere nobile e rischioso, quindi, di vitale importanza per l’esito del film. Vogliamo ringraziarli pubblicamente.
Aldo Venga, che documentò l’esperienza di Un Teatro Una Città (1987-1988) e le riprese di Casal del Marmo (1990), prima di partecipare a Notte di stelle, firma le immagini che figurano alle pagg. 25, 35, 175. Un grazie di cuore per lo straordinario bianco e nero di cui è capace.
Maria Clotilde Pucci Fiori, che ha affettuosamente fotografato molti degli eventi organizzati da Ippogrifo Liguria, firma le immagini che appaiono alle pagg. 7, 8, 80, 260, 261 e 326-327. Un grazie per lo “sguardo” partecipe di cui ha sempre dato prova.
Le altre immagini che appaiono nel volume sono opera di: Enzo Bellani (Niente meno di più, pagg. 52, 54, 55 e 56); Carlo Degli Esposti (Sassalbo provincia di Sidney, pagg. 100, 102, 106, 107 e 108); Mauro Palma (pag. 3); Mauro Calzolari (pag. 27); Claudia Landsberger (pag. 38); Andrea Tamburella (pag. 126). Un grazie a tutti loro per il “segno” che hanno lasciato nel nostro lavoro.
La fotografia di Luis Bacalov (pag. 76) è di Luciana Zigiotti. La fotografia di Antonio Lombardi, Egildo Simeone e Livio Bernardini (pag. 79) è di Fabio Gianardi.
La fotografia di Mario Soldati (pag. 105) appartiene all’archivio fotografico privato della famiglia Soldati. Le fotografie di C’era una volta gente appassionata (pagg. 126 e 128) appartengono all’archivio ANPI di Carrara. Le fotografie di Canto per il sangue dimenticato (pagg. 131, 132 e 134) appartengono alla Biblioteca Civica di Massa Marittima. Un grazie vivissimo per il loro utilizzo.
Marina Piperno ha impugnato una Olympus “a uovo” per le immagini che figurano alle pagg. 161 e 171. Luigi Faccini, con le macchine e le pellicole più diverse, ha “fissato” le immagini che figurano alle pagg. 15, 18 - Nella città perduta di Sarzana: 81, 83, 86, 87, 89, 96 -; 118 (Olga Karlatos), 121, 122, 125 - New York: 153, 155, 159, 160, 163; Jerushalaim: 167, 168, 169, 170, 172, 173 -; 200-201, 231, 242, 256, 271, 278, 280 e “quarta di copertina”. Il disegno di pag, 12 è, ovviamente, di Luigi Faccini.
Di Autori Ignoti sono: la fotografia della famiglia di Marina Piperno scattata ad Anzio nel 1941 (pag. 17); la fotografia di Marina Piperno in abito da sera, a New York, nel 1955 (pag. 19); la fotografia di Rudolf Jacobs, capitano della Kriegsmarine tedesca passato alla Resistenza italiana il 3 settembre 1944 (pag. 282); la fotografia di Fausto Enea Filippo Lino Faccini scattata a Gaeta nel dicembre del 1940, due mesi prima della sua morte (pag. 275).

 

MARINA PIPERNO & LUIGI FACCINI
CINEMA COME UN’INFANZIA

Indice


Veniamo, come “salvati” - pag. 6
Marina & Luigi - pag. 9
Lavorare con Luigi
- pag. 11
Lavorare con Marina - pag.
12
Intervista a Marina Piperno - pag.
17
Curriculum di Marina Piperno - pag.
23
Intervista a Luigi Faccini - pag.
27
Curriculum di Luigi Faccini - pag.
38
Amici
Adamo Calabrese, Anita Ginella Capini, Michele Capozzi, Giglia Tedeschi Tatò, don Andrea Gallo,
Steve Della Casa, Gianni Borgna - pag.
44
Niente meno di più 1971 - pag.
53
Claudio Cappelletti: Percorsi e strategie produttive nel cinema italiano d’autore - pag.
55
Luigi Faccini: Il sogno del piano-sequenza nelle generazione anni ‘70 - pag.
57
Mistero Cinema - pag.
61
Garofano rosso 1976 - pag.
63
Morando Morandini: Un luogo di bellezza chiamato Sicilia - pag.
67
Luigi Faccini: La musica nei miei film - pag.
71
Luis Bacalov - pag.
76
Livio Bernardini, Antonio Lombardi, Egildo Simeone - pag.
78
Oliviero Lacagnina - pag.
80
Tra burocrazia e censura (L.F.) - pag.
82
Nella città perduta di Sarzana 1980 - pag.
83
Morando Morandini intervista Luigi Faccini - pag.
86
Renzo De Felice e Paolo Spriano: dibattito sul film - pag.
91
Articolato del patto di pacificazione tra fascisti e socialisti del 3 agosto 1921 - pag.
95
R. Ariodante Petacco: Un film profetico - pag.
97
Piero Pruzzo: Dalla cronaca alla Storia - pag.
97
Natalino Bruzzone: Gli scandalosi disobbedienti di Luigi Faccini - pag.
98
Un viaggio lungo dieci anni (L.F.) - pag.
101
Sassalbo provincia di Sidney 1981-82 - pag.
102
Mario Soldati: Sognano Sidney vivono a Sassalbo - pag.
105
È il 1972 quando apprendo dell’esistenza di Dino Campana (L.F.) - pag.
110
Inganni 1985 - pag.
111
Massimo Cardillo intervista Luigi Faccini - pag.
113
Ivo Franchi: Il miglior omaggio postumo - pag.
115
Sauro Borelli: Rileggendo un film che ho molto amato - pag.
117
Il film che lo spettatore non vede - pag.
119
Il padiglione delle donne criminali (L.F.) - pag.
120
Marcello Gatti: Dal diario di lavorazione - pag.
121
C’era una volta gente appassionata 1986 - pag.
127
Era l’estate del 1980 - pag. 129
Canto per il sangue dimenticato 1997 - pag.
131
Devo alla morte di Simone Piperno - pag.
136
Donna d’ombra 1988 - pag.
137
Enza Troianelli: Un cristallo luminescente - pag.
139
Lettere: Stefano Lanuzza, Dody Bassani, Adele Cambria - pag.
141
Elsa Di Laudadio Piperno: Il movimento danzato e la macchina da presa - pag.
143
Il cinema è una macchina erotica. Cinema Sessanta intervista Luigi Faccini - pag.
146
1989
Due racconti : New York, Jerushalaim - pag.
151
Carlo e Fabrizio di Tor Bellamonaca (L.F.) - pag.
176
Notte di stelle 1991 - pag.
180
Alberto Crespi: Tra fantasia e disperazione - pag.
183
Irene Bignardi: Che sconsolata, poetica favola urbana - pag.
183
Gianni Gariazzo: Datemi un blues per piangere - pag.
184
Luigi Faccini: Attori professionali e attori naturali - pag.
187
Marina Piperno: Io, la regina del low budget - pag.
193
Auro B. non aveva ancora diciotto anni quando morì bruciato (L.F.) - pag.
196
Giamaica 1998 - pag.
197
Luciano Barisone: Una meteora devastante - pag.
202
Paolo Mereghetti: Un percorso di conoscenza - pag.
203
Mino Argentieri: Esseri viventi, non individui che recitano - pag.
204
Andrea Silenzi: La musica racconta - pag.
206
Andrea Spini: Lo sguardo del sociologo - pag.
207
Duel intervista Luigi Faccini - pag.
210
Enrique Planas: Quell’Eden ch’egli immigrati sognano - pag.
212
Il Cinema: immagini per un dialogo tra i popoli e una cultura della Pace
nel Terzo Millennio. Convegno di studi 2-3-4 dicembre 1990. Intervento di Luigi Faccini
213
Les chercheur d’âme. Le regard et la lumière. Luigi Faccini a Bénodet - pag.
215
Saggi
Agostino Pirella: In memoria dei poeti massacrati… - pag.
218
Stefano Beccastrini: I miei incontri (reali, mancati, immaginari) con Luigi Faccini - pag.
223
Renzo Fiammetti: Nella città perduta di Sarzana e l’uso pubblico della storia - pag.
231
Monica Lanfranco: Quello che il maschile non sa dire - pag.
236
Antonio Medici: Immaginando Faccini, appunti per una biografia d’autore - pag.
238
Matteo Telara: Regressus ad uterum - pag.
243
Ippogrifo Liguria associazione culturale - pag.
254
Luigi M. Faccini & Marina Piperno: Negare o riconoscere “l’altro”? - pag.
257
I libri
Luigi Monardo Faccini: La baia della torre che vola 1997 - pag. 262
Nuto Revelli, Silvana Mauri Ottieri, Giovanni Giudici, Adamo Calabrese, Morando Morandini,
Giovanni Tesio - pag.
263
Marina Piperno: Sono una ragazza che si arrangia 1999 - Isabella Tedesco Vergano - pag.
267
AA.VV.: Luigi Faccini, uno scorridore ligure di levante 1999 - pag.
268
Luigi Monardo Faccini: Il castello dei due mari 2000 - Costanza Ferrini - pag.
269
Giorgio Bertone: Uno speciale Amarcord - pag.
270
Luigi Monardo Faccini: C’era una volta un angelo di nome Willy 2001 - pag.
271
Giorgio Tedoldi, don Carlo Ricciardi, Mayda Bucchioni - pag. 272
Gianni Quilici - pag.
273
Luigi Monardo Faccini: Un poliziotto perbene 2002 - pag.
276
Nicola Tranfaglia, Paolo Pezzino, Antonello Ricci, Bruno Gravagnuolo - pag.
277
AA.VV.: Marina Piperno produttore di sogni 2002 - pag.
278
AA.VV.: La storia come identità 2003 - pag.
279
AA.VV.: Trafficanti di sogni 2004 - pag.
280
Luigi Monardo Faccini: L’uomo che nacque morendo 2004 - pag.
281
Giorgio Bertone, Gino Ambrosino, Leonardo Rapone, Lutz Klinkhammer, Agostino Pirella, Giglia Tedesco Tatò, Mario Lunetta, don Andrea Gallo, Wladimiro Settimelli - pag.
283
Luca Borzani - pag.
283
Bruno Gravagnuolo - pag.
284
Paolo Naso - pag.
285
Adamo Calabrese - pag.
286
Mario Lunetta: Il fuoco di un nome - pag.
287
Omaggio a ZA - pag. 291
La Veritàaaa 1982 - pag. 294
Marina Piperno: Eravamo tutti innamorati di lui - pag.
297
Giacomo Gambetti: Su Cesare Zavattini e La Veritàaaa - pag.
300
Ansano Giannarelli: Ecco la Veritàaaa - pag.
305
Luigi Faccini: Resurrezione laica… - pag.
307
Il cinema italiano: storia di un bambino mai diventato adulto - pag.
311
Mario Gallo: Quadro storico del cinema italiano - pag.
312
Vittorio Giacci: La bande à part del nostro cinema - pag.
314
Enzo Giulioli - pag.
315
Nanni Moretti - pag.
315
Roberto Faenza e Elda Ferri - pag.
315
Salvatore Piscicelli - pag.
316
Marina Piperno - pag.
317
Lino Miccichè: stralcio da Il lungo decennio grigio - pag. 320
Emidio Greco: L’anomalia italiana - pag.
322
Lo stato delle cose
Progetto di legge del Prc, d’iniziativa del deputato Titti De Simone - pag.
325
Dichiarazioni di Titti De Simone - pag.
325
S.O.S. CULTURA
Luigi M. Faccini & Marina Piperno:
Contro il genocidio delle forme espressive nel nostro paese - pag.
328